Un epilogo sempre più frequente. L’anno scorso i pignoramenti sono aumentati del 15,2%, del 60% nell’ultimo triennio, dicono Adusbef e Federconsumatori. Le premesse perché crescano ancora non mancano.
Nell’ultimo trimestre del 2009, l’insolvenza sui mutui è balzata all’1,5%, rispetto allo 0,9% dell’anno precedente, secondo la Banca d’Italia. E lo scenario non sembra roseo per questo 2010, che si apre sotto i colpi di coda di una crisi arrivata a falciare altri posti di lavoro.
È in questo quadro che si inserisce la ciambella di salvataggio definita il 19 dicembre 2009 da 13 associazioni di consumatori e dall’associazione delle banche, l’Abi.
Prevede la sospensione delle rate del mutuo per 12 mesi. Sia chiaro: gli interessi che maturano durante la sospensione non sono cancellati, ma solo posticipati. Una boccata d’ossigeno, insomma, ma riservata a pochi, ancora da valutare e operativa soltanto fra qualche mese.
Un limite molto basso
In base all’accordo, chi sta pagando un mutuo di importo non superiore ai 150mila euro, potrà chiedere alla banca di sospendere l’incasso della rata per 12 mesi. Ma a patto di rientrare nei requisiti. L’offerta vale per i mutuatari con reddito lordo fino a 40mila euro l’anno colpiti da una drastica contrazione dei guadagni, a causa della perdita o della riduzione del lavoro, della morte o dell’inabilità al lavoro di un congiunto produttore di reddito. Le stime parlano di 40mila famiglie.
L’accordo vale soltanto per le banche che aderiranno e appare più restrittivo delle pur minime iniziative già promosse da alcuni istituti di credito. “È la misura minimale, stiamo già chiedendo alle singole banche di migliorarla”, spiega Fabio Picciolini di Adiconsum, che ha insistito a lungo per ottenere dal comparto bancario un sostegno alle famiglie sulla falsariga di quello concesso alle piccole e medie imprese nell’estate 2009. “Rispetto a quell’accordo siamo oltre: le aziende potevano beneficiare della sospensione delle rate soltanto se in regola con i pagamenti e limitatamente alla parte capitale, mentre le famiglie possono fare la domanda anche se morose da 6 mesi e per l’intera rata, interessi inclusi”.
Fatto l’accordo-quadro, urge chiarirne gli aspetti concreti, a volte così fumosi o rigidi da avere convinto 4 delle 17 associazioni del Cncu (Altroconsumo, Ctcu, Adusbef e Codacons) a lasciare il tavolo con l’Abi senza firmare l’accordo.
Tra le questioni più urgenti c’è la modalità della sospensione. Per ora sono possibili due vie, a discrezione della banca: sospendere interamente le rate oppure soltanto la parte del capitale ma non quella degli interessi. Per esempio, per una rata di 700 euro mensili composta per 400 euro di interessi e per 300 di quota capitale, in caso di sospensione totale si avrebbe il ripianamento degli 8.400 euro (le 12 rate sospese, ipotizzando un tasso invariato) spalmati sui pagamenti successivi. In caso di sospensione parziale, invece, si continuerebbe a pagare la quota interessi (400 euro al mese), mentre quella capitale verrebbe accodata al piano di ammortamento, con l’allungamento della durata del mutuo (e del pagamento degli interessi) per un altro anno rispetto alla scadenza originaria.
Sul punto pesano alcune criticità. Se la banca sceglie di spalmare il debito sospeso sulle rate successive, alla ripresa dei pagamenti si potrebbe avere una nuova rata insostenibile. Non più 700 euro ma 800, per esempio. E l’accordo non prevede alcuna misura di contenimento, denuncia Altroconsumo, che chiedeva di fissare al 10% l’aumento massimo della rata. Se invece la banca sceglie la sospensione parziale si finisce per pagare due volte lo stesso prestito: non si tratta di anatocismo (interessi sugli interessi) ma di pagare due volte gli interessi, prima durante i 12 mesi di semi-sospensione, poi nell’ultimo, nuovo anno di mutuo. “Con questa soluzione, per le famiglie è come sottoscrivere un nuovo prestito, ai tassi del mutuo”, dice Mauro Novelli di Adusbef.
Che l’accordo sia migliorabile è chiaro anche alle associazioni che lo hanno firmato. Va chiarita la posizione dei forzati della partita Iva: i collaboratori che lavorano come i dipendenti ma sono considerati imprenditori, e perciò non sono ammessi alla sospensione della rata. Va appurato che fine faranno i pagamenti accorpati alla rata ma relativi alle assicurazioni: la polizza obbligatoria incendio e scoppio o quella sulla vita. La copertura, infatti, salterebbe sia in caso di sospensione del pagamento, sia nel nuovo anno aggiunto alla durata contrattuale del mutuo.
Si parte da febbraio
Per chiarire meglio come le banche attueranno l’accordo-quadro c’è tempo. Le domande potranno essere presentate soltanto dal 1° febbraio 2010. Gli istituti di credito avranno 45 giorni per decidere se e come accettarle, ma soltanto 15 per rifiutarle. Le prime sospensioni, insomma, scatteranno tra fine marzo e aprile. Nel frattempo i grandi istituti di credito potrebbero migliorare la tenuta della ciambella di salvataggio per sostenere la famiglie a rischio di fallimento. Nessun regalo, solo la consapevolezza che anche loro viaggiano sulla stessa barca.
ECCO COME SI PRESENTA LA DOMANDA
La richiesta della sospensione delle rate, dunque, può essere inoltrata alla banca dal 1° febbraio 2010 al 31 gennaio 2011. L’elenco degli istituti di credito che hanno aderito all’accordo sarà pubblicato nel sito www.abi.it, dov’è già disponibile un modulo ad hoc.
Requisiti
Sono ammessi i mutuatari con reddito lordo non superiore ai 40mila euro annui e titolari di un mutuo di importo fino a 150mila euro per acquisto, costruzione e ristrutturazione dell’abitazione principale.
Sono esclusi i mutuatari con ritardo nei pagamenti oltre i 180 giorni; i titolari di mutui agevolati, oppure a rata fissa, con tasso e durata variabili e quelli abbinati a una polizza che garantisce il pagamento della rata. I richiedenti devono attestare che tra il primo gennaio 2009 e il 31 dicembre 2010 hanno subito una consistente riduzione dei guadagni per uno dei seguenti eventi: perdita del posto di lavoro; sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per almeno 30 giorni; cassa integrazione; morte di un congiunto produttore di reddito; sopraggiunto grave handicap.
Modalità
Ricevuta la richiesta, la banca ha 45 giorni per accettarla e soltanto 15 giorni per rifiutarla. In caso di accoglimento, l’istituto di credito decide il tipo di rinvio del pagamento delle rate per i successivi 12 mesi. Può accordare la traslazione totale delle rate o della sola parte capitale, con il pagamento degli interessi secondo la cadenza contrattuale.
lunedì 25 gennaio 2010
mercoledì 9 dicembre 2009
Comincia il corso per guardia ecologica
STA per cominciare il corso
gratuito per guardia giurata
ecologica volontaria. Il corso,
da venerdì al 18 dicembre, si
terrà tutti i venerdì sera (ed
inoltre da gennaio ad aprile
2010 anche il 2° e 4° mercoledì
di ogni mese). Orario: dalle
20.30-23.30 in via Del Chionso
32 al Centro unificato di protezione
civile. Il corso è aperto a
tutti. Potranno diventare Ggev i
cittadini e le cittadine italiane
maggiorenni, che non abbiano
giudizi penali in corso o subito
condanne. Il corso è gratuito.
Per iscrizioni e informazioni:
335 201316 o e-mail
info@ggev.re.it.
Dal giornale di Reggio di oggi
gratuito per guardia giurata
ecologica volontaria. Il corso,
da venerdì al 18 dicembre, si
terrà tutti i venerdì sera (ed
inoltre da gennaio ad aprile
2010 anche il 2° e 4° mercoledì
di ogni mese). Orario: dalle
20.30-23.30 in via Del Chionso
32 al Centro unificato di protezione
civile. Il corso è aperto a
tutti. Potranno diventare Ggev i
cittadini e le cittadine italiane
maggiorenni, che non abbiano
giudizi penali in corso o subito
condanne. Il corso è gratuito.
Per iscrizioni e informazioni:
335 201316 o e-mail
info@ggev.re.it.
Dal giornale di Reggio di oggi
domenica 6 dicembre 2009
Cosa sono i Gruppi di Acquisto Solidale (G.A.S.)?
Un gruppo d’acquisto e' formato da un insieme di persone che decidono di incontrarsi per acquistare all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune, da ridistribuire tra loro.
Si ma... perché si chiama solidale?
Un gruppo d’acquisto diventa solidale nel momento in cui decide di utilizzare il concetto di solidarieta' come criterio guida nella scelta dei prodotti. Solidarieta' che parte dai membri del gruppo e si estende ai piccoli produttori che forniscono i prodotti, al rispetto dell’ambiente, ai popoli del sud del mondo e a colore che - a causa della ingiusta ripartizione delle ricchezze - subiscono le conseguenze inique di questo modello di sviluppo.
Perché nasce una G.A.S.?
Ogni GAS nasce per motivazioni proprie, spesso però alla base vi è una critica profonda verso il modello di consumo e di economia globale ora imperante, insieme alla ricerca di una alternativa praticabile da subito. Il gruppo aiuta a non sentirsi soli nella propria critica al consumismo, a scambiarsi esperienze ed appoggio, a verificare le proprie scelte.
Come nasce un G.A.S.?
Uno comincia a parlare dell’idea degli acquisti collettivi nel proprio giro di amici, e se trova altri interessati si forma il gruppo. Insieme ci si occupa di ricercare nella zona piccoli produttori rispettosi dell’uomo e dell’ambiente, di raccogliere gli ordini tra chi aderisce, di acquistare i prodotti e distribuirli... e si parte!
Criteri solidali per la scelta dei prodotti
I gruppi cercano prodotti provenienti da piccoli produttori locali per avere la possibilita' di conoscerli direttamente e per ridurre l’inquinamento e lo spreco di energia derivanti dal trasporto. Inoltre si cercano prodotti biologici o ecologici che siano stati realizzati rispettando le condizioni di lavoro.
Una rete
I gruppi di acquisto sono collegati fra di loro in una rete che serve ad aiutarli e a diffondere questa esperienza attraverso lo scambio di informazioni. Attualmente in Italia sono censiti oltre 600 GAS.
Tutti i dettagli su:
http://www.retegas.org/
I Gruppi di acquisto della provincia di Reggio Emilia :
Si ma... perché si chiama solidale?
Un gruppo d’acquisto diventa solidale nel momento in cui decide di utilizzare il concetto di solidarieta' come criterio guida nella scelta dei prodotti. Solidarieta' che parte dai membri del gruppo e si estende ai piccoli produttori che forniscono i prodotti, al rispetto dell’ambiente, ai popoli del sud del mondo e a colore che - a causa della ingiusta ripartizione delle ricchezze - subiscono le conseguenze inique di questo modello di sviluppo.
Perché nasce una G.A.S.?
Ogni GAS nasce per motivazioni proprie, spesso però alla base vi è una critica profonda verso il modello di consumo e di economia globale ora imperante, insieme alla ricerca di una alternativa praticabile da subito. Il gruppo aiuta a non sentirsi soli nella propria critica al consumismo, a scambiarsi esperienze ed appoggio, a verificare le proprie scelte.
Come nasce un G.A.S.?
Uno comincia a parlare dell’idea degli acquisti collettivi nel proprio giro di amici, e se trova altri interessati si forma il gruppo. Insieme ci si occupa di ricercare nella zona piccoli produttori rispettosi dell’uomo e dell’ambiente, di raccogliere gli ordini tra chi aderisce, di acquistare i prodotti e distribuirli... e si parte!
Criteri solidali per la scelta dei prodotti
I gruppi cercano prodotti provenienti da piccoli produttori locali per avere la possibilita' di conoscerli direttamente e per ridurre l’inquinamento e lo spreco di energia derivanti dal trasporto. Inoltre si cercano prodotti biologici o ecologici che siano stati realizzati rispettando le condizioni di lavoro.
Una rete
I gruppi di acquisto sono collegati fra di loro in una rete che serve ad aiutarli e a diffondere questa esperienza attraverso lo scambio di informazioni. Attualmente in Italia sono censiti oltre 600 GAS.
Tutti i dettagli su:
http://www.retegas.org/
I Gruppi di acquisto della provincia di Reggio Emilia :
| | G.A.S. Fa Quèl Casalgrande | 42013 | Casalgrande (Reggio Emilia) |
| | Gas del Buco | 42100 | Buco del Signore, Reggio Emilia (Reggio Emilia) |
| | Cesta di Artemide | 42046 | Reggiolo (Reggio Emilia) |
| | La Veggia gas | 42013 | Veggia di Casalgrande (Reggio Emilia) |
| | Para Todos | 42024 | Castelnovo di Sotto (Reggio Emilia) |
| | SOLIIDEA | 42025 | Cavriago (Reggio Emilia) |
| | GAS TRE | 42014 | Castellarano (Reggio Emilia) |
| | G.A.S. Arcobaleno | 42100 | Reggio Emilia |
| | GAC Reggio | 42100 | Reggio Emilia |
| | GAS Arci L'albero sacro |
martedì 1 dicembre 2009
OlTRE Genius - Borse di mobilità professionale nell'Unione europea
Il progetto “Oltre Genius”, finanziato sul programma Leonardo da Vinci - Misura Mobilità, di cui la Provincia di Reggio Emilia è partner, mette a disposizione 90 borse di studio per svolgere tirocini di formazione professionale in Europa della durata di 15 settimane.
Il Progetto, realizzato e finanziato da numerosi enti territoriali e da 6 Amministrazioni provinciali (oltre a Reggio Emilia, Rimini, Forlì−Cesena, Parma, Piacenza e Ravenna) offre la possibilità di compiere un'esperienza di formazione e lavoro per giovani dai 19 fino a 32 anni, disponibili sul mercato del lavoro, in uno degli Stati membri dell'Unione europea partner del progetto.
Per quanto riguarda il territorio di Reggio Emilia, la provincia ha a disposizione 25 borse di studio mentre il finanziamento in quota della numerosa partnership locale è di 25.000 euro.
Oltre a tutti i comuni della Provincia, la partnership locale è formata dalla Camera di Commercio di Reggio Emilia, da Acer Reggio Emilia, dall'Azienda consorziale trasporti ACT - Reggio Emilia, dall'Università Modena e Reggio Emilia, da IFOA – Istituto Formazione Operatori Aziendali, da Cna – Associazione Provinciale di Reggio Emilia, da Confcommercio di Reggio Emilia, dall'Associazione industriali Reggio Emilia, da Api - Associazione Piccole Medie Imprese Reggio Emilia, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Reggio Emilia "Pietro Manodori", dalla Lega delle cooperative di Reggio Emilia, da Europe Direct – Carrefour europeo Emilia, dall' Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori di Reggio Emila, dall'Ordine degli ingegneri Reggio Emilia.
Il progetto ‘Oltre Genius’ lo ricordiamo è promosso sul Programma europeo Leonardo da Vinci (Azione Mobilità) ed è cofinanziato, per circa il 70%, dalla Commissione europea (per un importo totale pari a circa 407.000,00 €). Il progetto si rivolge a 25 giovani di età compresa tra i 19 e i 32 anni residenti nella Provincia di Reggio Emilia.
Le candidature da parte dei giovani potranno essere presentate a partire dal 26 novembre 2009, giorno di uscita del bando (scaricabile dalla barra a destra). Sono previste inoltre specifiche giornate di informazione, la prima in programma il 14 dicembre alle ore 18,00 presso la sede della Provincia di Reggio Emilia (in Corso Garibaldi, 59).
Sono previsti due periodi di soggiorno all’estero (aprile-luglio 2010 e settembre-dicembre 2010), entrambi di 15 settimane così suddivisi: 2 settimane di formazione linguistica e culturale e 13 settimane di tirocinio professionale.
I settori nei quali verranno svolti i tirocini sono: educazione, sociale, sanità, arte, comunicazione, cultura, economia, contabilità, diritto, turismo, ambiente, commercio, costruzioni. I Paesi di destinazione previsti sono: Portogallo, Spagna, Francia, Regno Unito, Belgio, Germania, Svezia, Lituania e Bulgaria.
Occorre essere diplomato o laureato al momento della scadenza del bando (il 1° bando scade il 15/01/2010), non essere studente universitario, né iscritto a un master o a un dottorato di ricerca, e conoscere ad un livello discreto la lingua del Paese ospitante oppure, solo per Lituania, Bulgaria, Portogallo, Svezia, Germania, l’inglese come lingua veicolare.
Per ulteriori informazioni contattare l'Ufficio Politiche Comunitarie e Rapporti Internazionali al tel. 0522444.193 / .137 o via e-mail a: politiche.comunitarie@mbox.provincia.re.it
Il Progetto, realizzato e finanziato da numerosi enti territoriali e da 6 Amministrazioni provinciali (oltre a Reggio Emilia, Rimini, Forlì−Cesena, Parma, Piacenza e Ravenna) offre la possibilità di compiere un'esperienza di formazione e lavoro per giovani dai 19 fino a 32 anni, disponibili sul mercato del lavoro, in uno degli Stati membri dell'Unione europea partner del progetto.
Per quanto riguarda il territorio di Reggio Emilia, la provincia ha a disposizione 25 borse di studio mentre il finanziamento in quota della numerosa partnership locale è di 25.000 euro.
Oltre a tutti i comuni della Provincia, la partnership locale è formata dalla Camera di Commercio di Reggio Emilia, da Acer Reggio Emilia, dall'Azienda consorziale trasporti ACT - Reggio Emilia, dall'Università Modena e Reggio Emilia, da IFOA – Istituto Formazione Operatori Aziendali, da Cna – Associazione Provinciale di Reggio Emilia, da Confcommercio di Reggio Emilia, dall'Associazione industriali Reggio Emilia, da Api - Associazione Piccole Medie Imprese Reggio Emilia, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Reggio Emilia "Pietro Manodori", dalla Lega delle cooperative di Reggio Emilia, da Europe Direct – Carrefour europeo Emilia, dall' Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori di Reggio Emila, dall'Ordine degli ingegneri Reggio Emilia.
Il progetto ‘Oltre Genius’ lo ricordiamo è promosso sul Programma europeo Leonardo da Vinci (Azione Mobilità) ed è cofinanziato, per circa il 70%, dalla Commissione europea (per un importo totale pari a circa 407.000,00 €). Il progetto si rivolge a 25 giovani di età compresa tra i 19 e i 32 anni residenti nella Provincia di Reggio Emilia.
Le candidature da parte dei giovani potranno essere presentate a partire dal 26 novembre 2009, giorno di uscita del bando (scaricabile dalla barra a destra). Sono previste inoltre specifiche giornate di informazione, la prima in programma il 14 dicembre alle ore 18,00 presso la sede della Provincia di Reggio Emilia (in Corso Garibaldi, 59).
Sono previsti due periodi di soggiorno all’estero (aprile-luglio 2010 e settembre-dicembre 2010), entrambi di 15 settimane così suddivisi: 2 settimane di formazione linguistica e culturale e 13 settimane di tirocinio professionale.
I settori nei quali verranno svolti i tirocini sono: educazione, sociale, sanità, arte, comunicazione, cultura, economia, contabilità, diritto, turismo, ambiente, commercio, costruzioni. I Paesi di destinazione previsti sono: Portogallo, Spagna, Francia, Regno Unito, Belgio, Germania, Svezia, Lituania e Bulgaria.
Occorre essere diplomato o laureato al momento della scadenza del bando (il 1° bando scade il 15/01/2010), non essere studente universitario, né iscritto a un master o a un dottorato di ricerca, e conoscere ad un livello discreto la lingua del Paese ospitante oppure, solo per Lituania, Bulgaria, Portogallo, Svezia, Germania, l’inglese come lingua veicolare.
Per ulteriori informazioni contattare l'Ufficio Politiche Comunitarie e Rapporti Internazionali al tel. 0522444.193 / .137 o via e-mail a: politiche.comunitarie@mbox.provincia.re.it
lunedì 30 novembre 2009
Un master per professionisti della “green economy”
Un master per professionisti della “green economy”
Da Spinner 25 voucher a copertura della quota di iscrizione del master di secondo livello in “Cultura dell’innovazione, mercati e creazione d’impresa” ¿ Istituzioni e imprese per la “green economy”
24 novembre 2009 Il Consorzio Spinner di Bologna – in qualità di Organismo Intermediario per la gestione della Sovvenzione Globale “Interventi per la qualificazione delle risorse umane nel settore della ricerca e dell’innovazione tecnologica” del Programma Operativo regionale Fse – bandisce l’assegnazione di 25 voucher individuali per l’accesso al master interuniversitario di II Livello “Cultura dell’innovazione mercati e creazione d’impresa” – Istituzioni e imprese per la “green economy”, approvato dal Senato Accademico dell’università di Bologna, per l’anno accademico 2009-2010 e realizzato in convenzione con gli atenei di Ferrara, Modena-Reggio Emilia e Parma.
I contenuti del master, che si svilupperanno nel corso di lezioni frontali, laboratori, project work, visite guidate, testimonianze di esperti provenienti dal pubblico e dal privato saranno incentrati sull’economia, la finanza e la gestione dell’innovazione nonché sul suo impatto nelle organizzazioni e nella gestione delle risorse umane.
Particolare attenzione sarà inoltre dedicata al tema della innovazione nella “green economy” quale paradigma di uno sviluppo sostenibile e rispettoso dell’ambiente, analizzando sia il processo di produzione dei beni in specifici settori sia lo sviluppo urbanistico e i servizi alle città (mobilità, green housing, ciclo dei rifiuti, ecc).
Il master intende formare persone in grado di operare all’interno di imprese, centri di ricerca pubblici e privati, istituzioni nazionali e internazionali con ruoli di gestione di progetti complessi a carattere innovativo, fondati sulle nuove tecnologie; sviluppo di programmi e politiche di sviluppo industriale all’interno di istituzioni ed enti; gestione di processi di innovazione tecnologica e organizzativa nella Pubblica amministrazione e nell’impresa privata.
Il corso offre una preparazione anche a coloro che sono interessati a creare una propria attività imprenditoriale partendo da risultati di ricerca. Il bando indica tutti i criteri per l’ammissione al corso, mentre la graduatoria sarà stilata da un apposito comitato di selezione del master. Le iscrizioni resteranno aperte fino alle ore 13 del 13 gennaio 2010. Al termine della frequenza i partecipanti riceveranno un titolo valido come Diploma di Master Universitario di II livello.
Da Spinner 25 voucher a copertura della quota di iscrizione del master di secondo livello in “Cultura dell’innovazione, mercati e creazione d’impresa” ¿ Istituzioni e imprese per la “green economy”
24 novembre 2009 Il Consorzio Spinner di Bologna – in qualità di Organismo Intermediario per la gestione della Sovvenzione Globale “Interventi per la qualificazione delle risorse umane nel settore della ricerca e dell’innovazione tecnologica” del Programma Operativo regionale Fse – bandisce l’assegnazione di 25 voucher individuali per l’accesso al master interuniversitario di II Livello “Cultura dell’innovazione mercati e creazione d’impresa” – Istituzioni e imprese per la “green economy”, approvato dal Senato Accademico dell’università di Bologna, per l’anno accademico 2009-2010 e realizzato in convenzione con gli atenei di Ferrara, Modena-Reggio Emilia e Parma.
I contenuti del master, che si svilupperanno nel corso di lezioni frontali, laboratori, project work, visite guidate, testimonianze di esperti provenienti dal pubblico e dal privato saranno incentrati sull’economia, la finanza e la gestione dell’innovazione nonché sul suo impatto nelle organizzazioni e nella gestione delle risorse umane.
Particolare attenzione sarà inoltre dedicata al tema della innovazione nella “green economy” quale paradigma di uno sviluppo sostenibile e rispettoso dell’ambiente, analizzando sia il processo di produzione dei beni in specifici settori sia lo sviluppo urbanistico e i servizi alle città (mobilità, green housing, ciclo dei rifiuti, ecc).
Il master intende formare persone in grado di operare all’interno di imprese, centri di ricerca pubblici e privati, istituzioni nazionali e internazionali con ruoli di gestione di progetti complessi a carattere innovativo, fondati sulle nuove tecnologie; sviluppo di programmi e politiche di sviluppo industriale all’interno di istituzioni ed enti; gestione di processi di innovazione tecnologica e organizzativa nella Pubblica amministrazione e nell’impresa privata.
Il corso offre una preparazione anche a coloro che sono interessati a creare una propria attività imprenditoriale partendo da risultati di ricerca. Il bando indica tutti i criteri per l’ammissione al corso, mentre la graduatoria sarà stilata da un apposito comitato di selezione del master. Le iscrizioni resteranno aperte fino alle ore 13 del 13 gennaio 2010. Al termine della frequenza i partecipanti riceveranno un titolo valido come Diploma di Master Universitario di II livello.
lunedì 23 novembre 2009
Provincia, nel bilancio 2010 ben 68,4 miln di investimenti
Presentato ai sindaci il preventivo. La presidente Sonia Masini: "Manterremo fede agli impegni nonostante 5 mln di entrate in meno". Un fondo speciale per aiutare i Comuni
Nonostante un bilancio stremato a causa di 5 milioni di minori entrate dovute alla contrazione del mercato dell'auto, la Provincia continuerà a puntare sugli investimenti, grazie anche al proseguimento della politica di riduzioni dei costi dell'ente che dal 2005 al 2008 ha già prodotto un calo di 1 milione e mezzo di spese per consulenze ed incarichi professionali ed un risparmio di un altro milione di euro all'anno riducendo il numero di dirigenti, le spese generali e di rappresentanza.
Il bilancio previsionale 2010 - presentato questa mattina alla Conferenza dei sindaci dalla stessa presidente Sonia Masini insieme all'assessore alle Risorse umane ed economico-finanziarie, Antonietta Acerenza , ed alla dirigente del Servizio Bilancio, Claudia Delrio - prevede infatti anche per il prossimo anno un calo della spesa corrente di ben il 6,5% (da 71,6 a 66,9 milioni di euro), in grado di compensare le minori entrate e "di permetterci di mantenere gli impegni, continuando a puntare sugli investimenti". Agli oltre 70 milioni di euro di investimenti in corso, per il 2010 la Provincia conta infatti di investire altri 68,4 milioni di euro, in gran parte destinati a nuove infrastrutture stradali (42,6 milioni), edilizia scolastica e universitaria (11,4), mobilità sostenibile e conservazione strade (9).
Ma la presidente Masini ha annunciato anche un impegno prioritario e sostanzioso della Provincia contro la crisi economica e per la promozione terrritoriale. "Contro la crisi sono previsti sostanzialmente interventi per favorire la nascita di imprese innovative e sostenere il credito a favore di quelle esistenti, nonché per aiutare le famiglie in difficoltà in particolare a tutela della piena scolarizzazione di tutti i bambini fin dai primi anni di vita - ha spiegato - mentre per la promozione delle territorio si punterà a continuare le importanti esperienze avviate, come Matilde di Canossa, ed a favorire turismo e commercio".
Grazie alla vendita della quota di azioni Autobrennero, la Provincia conta poi di stanziare tra 1 e 1,5 milioni di euro a sostegno dei singoli Comuni per investimenti in conto capitale. Un aiuto importante perché, come ha evidenziato il dibattito, la situazione dei Comuni - alle prese con i tagli del Governo - è ormai insostenibile. Per il sindaco di Sant'Ilario, Marcello Moretti, "occorre intrecciare elementi di proteste e di proposta contro i vincoli di un patto di stabilità che in pratica ci impedisce di lavorare a favore delle nostre comunità" ed anche il sindaco di Correggio, Marzio Iotti, dopo aver condiviso gli indirizzi della Provincia, ha affermato che "i tagli alle entrate ci stanno mettendo in ginocchio, per cui serve al più presto una grande riforma perché le gestioni locali virtuose, come quelle emiliane, smettano di essere penalizzate".
Diverse le sollecitazioni nei confronti di Enìa. Per il sindaco di Castellarano, Alberto Caprari, "è indispensabile avviare con Enìa un confronto per sostenere famiglie e imprese", per quello di Castelnovo Monti, Gianluca Marconi, "occorre insistere sulla rateizzazione delle bollette e lavorare sul sistema tariffario", mentre il sindaco di Quattro Castella, Andrea Tagliavini, ha evidenziato anche il problema del pagamento delle rate dei mutui da parte dei cittadini in difficoltà.
Sull'alto livello dei servizi ai quali i reggiani sono abituati da tempo, e che ora gli enti locali faticheranno non poco mantenere, hanno insistito sia il sindaco di Scandiano Alessio Mammi - che ha auspicato maggiori sinergie tra i Comuni, specie nel turismo e nella cultura - sia il vicesindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro, che ha citato in particolare l'esperienza delle scuole d'infanzia. Da tutti, poi, è stata manifestata la necessità di far fronte comune ai tagli ed ai lacci imposti dal Governo: "Azioni condivise, anche di lotta", sono state sollecitate dal vicesindaco di Reggio, Liana Barbati, mentre per il sindaco di San Martino in Rio, Oreste Zurlini, "più che violare le regole sbagliate, occorre modificarle": "Nel frattempo - ha aggiunto - saremo costretti a tagliare: lo si faccia però tutti insieme e spieghiamo tutti insieme a cittadini le ragioni di questi tagli".
Nonostante un bilancio stremato a causa di 5 milioni di minori entrate dovute alla contrazione del mercato dell'auto, la Provincia continuerà a puntare sugli investimenti, grazie anche al proseguimento della politica di riduzioni dei costi dell'ente che dal 2005 al 2008 ha già prodotto un calo di 1 milione e mezzo di spese per consulenze ed incarichi professionali ed un risparmio di un altro milione di euro all'anno riducendo il numero di dirigenti, le spese generali e di rappresentanza.
Il bilancio previsionale 2010 - presentato questa mattina alla Conferenza dei sindaci dalla stessa presidente Sonia Masini insieme all'assessore alle Risorse umane ed economico-finanziarie, Antonietta Acerenza , ed alla dirigente del Servizio Bilancio, Claudia Delrio - prevede infatti anche per il prossimo anno un calo della spesa corrente di ben il 6,5% (da 71,6 a 66,9 milioni di euro), in grado di compensare le minori entrate e "di permetterci di mantenere gli impegni, continuando a puntare sugli investimenti". Agli oltre 70 milioni di euro di investimenti in corso, per il 2010 la Provincia conta infatti di investire altri 68,4 milioni di euro, in gran parte destinati a nuove infrastrutture stradali (42,6 milioni), edilizia scolastica e universitaria (11,4), mobilità sostenibile e conservazione strade (9).
Ma la presidente Masini ha annunciato anche un impegno prioritario e sostanzioso della Provincia contro la crisi economica e per la promozione terrritoriale. "Contro la crisi sono previsti sostanzialmente interventi per favorire la nascita di imprese innovative e sostenere il credito a favore di quelle esistenti, nonché per aiutare le famiglie in difficoltà in particolare a tutela della piena scolarizzazione di tutti i bambini fin dai primi anni di vita - ha spiegato - mentre per la promozione delle territorio si punterà a continuare le importanti esperienze avviate, come Matilde di Canossa, ed a favorire turismo e commercio".
Grazie alla vendita della quota di azioni Autobrennero, la Provincia conta poi di stanziare tra 1 e 1,5 milioni di euro a sostegno dei singoli Comuni per investimenti in conto capitale. Un aiuto importante perché, come ha evidenziato il dibattito, la situazione dei Comuni - alle prese con i tagli del Governo - è ormai insostenibile. Per il sindaco di Sant'Ilario, Marcello Moretti, "occorre intrecciare elementi di proteste e di proposta contro i vincoli di un patto di stabilità che in pratica ci impedisce di lavorare a favore delle nostre comunità" ed anche il sindaco di Correggio, Marzio Iotti, dopo aver condiviso gli indirizzi della Provincia, ha affermato che "i tagli alle entrate ci stanno mettendo in ginocchio, per cui serve al più presto una grande riforma perché le gestioni locali virtuose, come quelle emiliane, smettano di essere penalizzate".
Diverse le sollecitazioni nei confronti di Enìa. Per il sindaco di Castellarano, Alberto Caprari, "è indispensabile avviare con Enìa un confronto per sostenere famiglie e imprese", per quello di Castelnovo Monti, Gianluca Marconi, "occorre insistere sulla rateizzazione delle bollette e lavorare sul sistema tariffario", mentre il sindaco di Quattro Castella, Andrea Tagliavini, ha evidenziato anche il problema del pagamento delle rate dei mutui da parte dei cittadini in difficoltà.
Sull'alto livello dei servizi ai quali i reggiani sono abituati da tempo, e che ora gli enti locali faticheranno non poco mantenere, hanno insistito sia il sindaco di Scandiano Alessio Mammi - che ha auspicato maggiori sinergie tra i Comuni, specie nel turismo e nella cultura - sia il vicesindaco di Rubiera Emanuele Cavallaro, che ha citato in particolare l'esperienza delle scuole d'infanzia. Da tutti, poi, è stata manifestata la necessità di far fronte comune ai tagli ed ai lacci imposti dal Governo: "Azioni condivise, anche di lotta", sono state sollecitate dal vicesindaco di Reggio, Liana Barbati, mentre per il sindaco di San Martino in Rio, Oreste Zurlini, "più che violare le regole sbagliate, occorre modificarle": "Nel frattempo - ha aggiunto - saremo costretti a tagliare: lo si faccia però tutti insieme e spieghiamo tutti insieme a cittadini le ragioni di questi tagli".
mercoledì 18 novembre 2009
finanziamenti settore turismo
Avviso pubblico per l’assegnazione ad operatori privati di contributi in conto capitale per lo sviluppo e la qualificazione dell’offerta turistica nella provincia di Reggio Emilia, ai sensi della L.R. 40/02 “Disciplina dell’offerta turistica della Regione Emilia- Romagna. Programmazione e finanziamento degli interventi”. Programma Provinciale 2009
Per eventuali ulteriori informazioni, copia del bando e dei moduli per la presentazione delle domande, ci si può rivolgere all'U.O. Turismo – Corso Garibaldi, 42 –42121 Reggio Emilia o ai contatti riportati sotto.
| Avviso Pubblico/Bando | |
| Data attivazione | 01/11/2009 |
|---|---|
| Data di scadenza | 15/01/2010 12.00.00 |
| Aggiudicato | No |
| Persona di riferimento | ANNAMARIA GUIDI ELISA ROZZI |
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